Intervista a Luciano Miotto

Mustafà

 

Da dove vieni e dove vivi?

 

Dovrei dire da Algeri, ma no, in veritá sono nato a Buenos Aires e poi mi sono spostato a Siviglia, presso un mio carissimo compagno di lavoro; si chiama Figaro e insieme ci divertiamo un mondo... e per il mondo...

 

Sappiamo che sei figlio d'arte. Ci puoi raccontare come è iniziata la tua passione per il canto e quale ruolo ha avuto tuo padre nella tua maturazione artistica?

 

Io canto un po' per sbaglio, perché a 6 anni di etá mio padre mi aveva presentato per la selezione di bambini per la scuola di danza presso il teatro Colon di Buenos Aires: superai le prime due prove, ma alla terza si dimenticarono di portarmi, e quindi rimasi fuori dalla selezione per quell'anno; allora decisero di mettermi nel coro di voci bianche di quel teatro... Un destino? Ditemelo voi... !

Figlio d'arte é proprio quello che mi definisce meglio, perchè non solo mio papà era cantante e pianista, bensí sua madre già cantava come soprano prima della seconda guerra mondiale, e addirittura suo nonno era Maestro di Cappella... Per conto di mia madre, lei era ballerina di danza, suo padre - mio nonno - era ballerino, e mia nonna lavorava come comica nei cabaret dell'Ungheria... Ho infine un fratello che adoro, baritono anche lui e maestro di canto, e una sorella che é musicoterapeuta.

 

Secondo te, cosa c'è di ancora attuale in un'opera come "L'Italiana in Algeri", scritta 200 anni fa? 

 

Bella domanda... Io credo che sopra ogni cosa l'attualità resti nell'umorismo. Anche se la musica é datata e la storia passata di moda, restano sempre le ironie che rendono le situazioni fresche ed attuali. La regia dovrá esaltare queste cose per riuscire a prendere il pubblico e farlo diventare complice delle avventure algerine. Se tutto questo avviene allora il successo è assicurato. 

Il personaggio del Bey Mustafà che interpreterai è mosso da una insaziabile passione verso le donne ed è un egoista autoritario e dispotico, anche se un po' ingenuo: è stato difficile calarsi nei panni di un personaggio così chiaramente tratteggiato? 

 

Beh, al momento è difficile dirlo, perché sto per debuttarlo e ancora non mi sono visto in queste vesti; ma senz'altro sarà una bella sfida per me, visto che poco tempo fa vestivo i panni di Taddeo e prima ancora di Haly.... Quindi sarà una scoperta per tutti questo Mustafà.

 

Ci sono particolari riti scaramantici che segui prima di salire sul palcoscenico?

 

No, non credo a queste cose... Voglio solo aver mangiato un po', per gratificare lo stomaco, e naturalmente avere il tempo necessario per fare qualche esercizio idoneo per essere riscaldato ma non stanco!

 

Quale è il ruolo che hai cantato più spesso e quello che invece non hai ancora debuttato ma che ti piacerebbe cantare?

 

Il ruolo che ho cantato di più, posso dirlo forte, è DON BARTOLO ne "Il Barbiere di Siviglia", con quasi un centinaio di recite alle spalle; quello che desidererei molto debuttare é proprio FIGARO della stessa opera... Curioso, no?!

 

Rossini era una buona forchetta: sei anche tu un amante della buona cucina? Qual è il tuo piatto preferito?

 

Pappataci Luciano!!!!! Certo, una buona forchetta; un mangione; adoro il buon cibo e un bel calice di vino. 

Il mio piatto favorito?  Sarebbe più facile dire quale "non" sia il mio piatto preferito... li possiamo contare sulle dita di una mano... Adesso convivo con una brutta cosa che mi sta più vicina dei miei stessi documenti: si chiama Dieta!!!!!